2013

Underground

serie

Tecnica: Mista e digitale

Con la visione di lettura della storia di Lewis Carroll, che non è solo un racconto, ma qualcosa di più
profondo, è nata l’opera d’arte durante un inconsueto, non voluto, non espresso laboratorio di arte
terapia.

E’ nata l’opera Underground, in una parola unica, per caso, come un esame di coscienza dei propri
dolori.

Il titolo già parla delle differenze, dell’azione terapeutica.

Il titolo come indicato da Carrol, (staccato) vuole essere, un racconto, richiesto, ricordato e così
donato, appunto di un mondo fantastico del sotto, sotto terra dove Alice sprofonda, che poi piano
piano con il tempo o, forse già nella stesura, con un accenno e un accento all’incoscio.
Nell’opera d’arte, al contrario, il passaggio è immediato, la parola unita indica appunto già un
inconscio, uno scavare già nel “sotto”, nel sé.
Un sotto, che raggiunge l’anima, i sentimenti, le paure, i ricordi dolorosi, andando a toccare l’intimo
inconscio.

Un percorso che viene stimolato dalla esperienza reiterata in un Ospedale.


Riaffiorano odori, immagini e anche colori di quel momento così sfrontato nel suo essere vero e
duro che inevitabilmente non può essere pensato, sostenuto direttamente, ma deve affiorare
lasciandolo cadere in un recipiente esterno e lontano, quello delle immagini, quello dell’opera d’arte proprio di Arte terapia.

 

Francesca Nini

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